Ormai sa regolarsi da solo
L’autonomia digitale non comincia quando il controllo scompare. Comincia molto prima, mentre impariamo insieme a renderlo sempre meno necessario.
Libertà, potere e controllo sociale.
L’autonomia digitale non comincia quando il controllo scompare. Comincia molto prima, mentre impariamo insieme a renderlo sempre meno necessario.
Chiediamo ai ragazzi di governare lo smartphone mentre continuiamo a mostrare loro, ogni giorno, come lo governiamo noi.
La convinzione di accorgersi di ciò che accade a un figlio online può essere molto più forte della conoscenza che possediamo davvero.
Un filtro può impedire un accesso. Non può dirci, da solo, che cosa sta accadendo nella vita digitale di un figlio.
A volte il primo aggiramento delle regole digitali non lo compie un ragazzo. Lo compie l’adulto che gli apre la porta.
La fiducia può essere il risultato dell’educazione. Oppure il nome rassicurante che diamo a ciò che abbiamo smesso di conoscere.
Il monitoraggio di Meter segnala 592 minori coinvolti in immagini deepnude nel settembre 2026. Il punto non è soltanto riconoscere un falso: una fotografia quotidiana può essere trasformata senza consenso in materiale sessualmente esplicito.
I dati INAPP mostrano quanto rapidamente smartphone e social entrino nella vita dei ragazzi tra quinta elementare e scuola media. La domanda non è soltanto quanto li usino, ma se formazione e accompagnamento arrivino prima dell’autonomia digitale.
Un lancio fermato, un prospetto riservato e test pubblici mostrano una tensione concreta: completare un compito rispettando i limiti della delega.
INDIRE e il bando nazionale SAFE mettono IA, pensiero critico, sicurezza e cittadinanza digitale nello stesso spazio educativo. Un segnale utile per capire perché la formazione deve precedere qualsiasi abilitazione.