Senza aggiungere nulla
Essere consapevoli non significa conoscere tutto di sé, ma vedere ciò che facciamo mentre accade, senza aggiungere giudizio o giustificazione.
Prose letterarie e scritture di confine tra racconto e riflessione.
Essere consapevoli non significa conoscere tutto di sé, ma vedere ciò che facciamo mentre accade, senza aggiungere giudizio o giustificazione.
Una breve prosa sul momento in cui qualcosa diventa visibile prima ancora che siamo pronti a dargli un nome.
Una stanza ordinata, un bicchiere spostato e una distanza apparentemente giusta. Una prosa sulle piccole correzioni con cui impariamo a non vedere.
Una casa interiore perfettamente ordinata può cominciare a tremare per una sola crepa. Una breve prosa sulla verità che continuiamo a tenere sulla soglia.
Tra ciò che sente e ciò che mostra esiste sempre un piccolo ritardo. Una prosa breve sulla presenza, sul volto e su ciò che continua a restare ai margini.
Una maschera rimasta a terra segna il passaggio tra ciò che mostravamo e ciò che ancora non sappiamo diventare. Una breve prosa sull’identità e sui ruoli.
Un viaggio sul mare diventa il luogo di un naufragio interiore, tra amore, coscienza e il rumore di ciò che scopriamo essere rimasto vuoto.
Una colomba resta immobile sulla mano di una statua mentre qualcuno passa ogni giorno davanti alla stessa scena. Una breve prosa sull’attesa.
Uno squillo interrotto, un numero cancellato e un telefono che resta sul tavolo. Una breve prosa sull’assenza e sulla difficoltà di chiudere il passato.
Nessun litigio definitivo, nessuna rottura evidente: soltanto una crepa che cresce nella vita quotidiana di una coppia fino a diventare impossibile ignorarla.