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“Le parole restano.”

A volte gli oggetti raccontano più di chi li ha lasciati. Una maschera, ad esempio, quando smette di aderire al volto e rimane dov’è caduta, conserva ancora un’eco di ciò che ha coperto.
Non è un abbandono, è un passaggio: il momento in cui non siamo più ciò che mostravamo e non siamo ancora ciò che verrà dopo. In mezzo resta questo spazio sospeso, un respiro che si allenta, un ruolo che scivola via senza rumore, una superficie che finalmente tace.
La maschera riposa, e in quel silenzio forse riposiamo anche noi.

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Lettere dagli Inchiostrati

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