La sedia spostata
Ogni mattina Giulio trova una sedia spostata di pochi centimetri e la rimette al suo posto. Finché scopre che alcune cose non chiedono di essere corrette.
Prose letterarie e scritture di confine tra racconto e riflessione.
Ogni mattina Giulio trova una sedia spostata di pochi centimetri e la rimette al suo posto. Finché scopre che alcune cose non chiedono di essere corrette.
Nello Scriptorium esistono registri che nessuno chiude mai. Alcuni continuano semplicemente ad attendere, senza chiedere di essere completati.
Una donna rimette ogni sera un bicchiere esattamente dove una mano saprà cercarlo. Una prosa sulla memoria, sulla cura e sull’amore quotidiano.
Un uomo ha imparato a conoscere la propria vita attraverso dati e dispositivi, finché scopre che il corpo conserva una storia che nessun profilo mostra.
Marco si ferma davanti al riflesso di una vetrina e scopre che qualcosa è già cambiato. Una prosa sul momento in cui iniziamo a riconoscerci diversi.
Un uomo scopre che l’albero davanti alla finestra è cresciuto fino a nascondere il mare. Il cambiamento era avvenuto mentre tutto sembrava uguale.
Un uomo osserva la città risvegliarsi e si sente spettatore di un mondo al quale non riesce più a sentirsi appartenere.
Il silenzio di una stanza cambia significato quando non resta più nessuno da aspettare. Una prosa sull’assenza e su ciò che rimane.
Quando il proprio riflesso non coincide più con la persona che ricordiamo, forse non siamo perduti: stiamo semplicemente imparando a tradurci di nuovo.
Non sempre ci perdiamo all’improvviso. A volte ci allontaniamo da noi stessi poco alla volta, fino a scoprire di esserci costruiti contro.