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“Le parole restano.”

La colomba si posa sulla mano protesa della statua, resta ferma. Zampette grigie contro marmo levigato dal tempo. Occhi tondi fissi sul vuoto. Lì, dove ogni mattina passi con il caffè in mano, si incrociano l’impronta e la pausa. Anche lei aspetta qualcuno? Ieri hai visto escrementi bianchi sul piedistallo. Segno di vita, o solo abitudine? Oggi la colomba è ancora lì. Tu acceleri il passo. La statua non giudica, mai.

Valerio Villari

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