Quando la versione ci protegge
Una riflessione sulle versioni della realtà che costruiamo per renderla più sopportabile e sul confine sottile tra lucidità e autodifesa.
Identità, maschere e autenticità.
Una riflessione sulle versioni della realtà che costruiamo per renderla più sopportabile e sul confine sottile tra lucidità e autodifesa.
Vede per strada una persona che conosceva e decide di non chiamarla. Bastano pochi secondi perché una distanza diventi una scelta.
L’autoinganno può essere una forma temporanea di protezione. Il problema nasce quando la versione attenuata della realtà smette di essere provvisoria.
Scrittura e memoria selezionano, ordinano e interpretano. La chiarezza che otteniamo può essere verità, ma anche una tregua che abbiamo imparato a chiamare tale.
Una stanza ordinata, un bicchiere spostato e una distanza apparentemente giusta. Una prosa sulle piccole correzioni con cui impariamo a non vedere.
Una poesia sull’autoinganno e sulle scuse con cui costruiamo rifugi abbastanza convincenti da impedirci di guardare ciò che già sappiamo.
La velocità del presente rende facile confondere una risposta pronta con una comprensione reale. Una riflessione sull’autoinganno e sulla chiarezza apparente.
Una casa interiore perfettamente ordinata può cominciare a tremare per una sola crepa. Una breve prosa sulla verità che continuiamo a tenere sulla soglia.
Le maschere che indossiamo per stare nel mondo possono aderire fino a diventare parte del volto. Una riflessione su identità, ruoli e rappresentazione.
Un incontro composto e quasi perfetto lascia emergere, tra una frase e l’altra, tutto ciò che due persone non riescono più a dirsi.