La fotografia che non abbiamo mai scattato
Sharenting, identità digitale e immagini sintetiche: la libertà del futuro adulto, il dovere di custodia digitale e la responsabilità delle piattaforme.
Identità, maschere e autenticità.
Sharenting, identità digitale e immagini sintetiche: la libertà del futuro adulto, il dovere di custodia digitale e la responsabilità delle piattaforme.
Cambiare opinione è onestà. Riscrivere il ricordo della propria opinione è un’altra cosa: dal senno di poi ai social, fino al bisogno di essere sempre stati dalla parte giusta.
Può descrivere dolore, paura, desiderio e identità. Ma conoscere tutte le parole dell’esperienza significa averne una?
Cambiamo, ma non tutti aggiornano l’immagine che hanno di noi. Che cosa accade quando qualcuno continua a parlarci come se fossimo ancora la persona che eravamo?
Che cosa resta dell’uomo quando conserva formalmente il posto dell’autore e del decisore ma rinuncia progressivamente a esercitare giudizio e responsabilità?
Che cosa significa diventare ciò che siamo quando la vita costruita nel tempo non ci somiglia più? Una riflessione su identità e cambiamento.
Abbiamo addestrato tecnicamente i sistemi artificiali, ma le loro risposte modificano le nostre domande, le categorie con cui pensiamo e l’ambiente nel quale impariamo.
Produrre parole non significa ancora assumere una parola: l’autorialità emerge nella selezione, nella firma, nella pubblicazione e nella responsabilità.
La presenza di uno strumento artificiale rende meno autentica un’opera? Il primo movimento distingue l’esecuzione dall’intenzione e domanda dove comincino davvero autorialità, merito e responsabilità.
Difendiamo la libertà di decidere, eppure qualche volta proviamo sollievo quando qualcuno sceglie per noi. Tra autonomia, fiducia e fatica della scelta.