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“Le parole restano.”
19/05/2026 · 1 minuto

Il palazzo di specchi

La poesia Il Palazzo di specchi attraversa l’autoinganno, quel luogo fragile in cui ci rifugiamo credendo di salvarci, mentre qualcosa...

Ti ho cucito addosso un vestito di scuse,
l’ho tessuto coi fili di ciò che speravo,
e ora guardo le ombre e le chiamo risorse,
mentre nego il dolore che dentro ho lasciato.

È un’architettura di sguardi distorti,
un rifugio dorato di stanze bugiarde,
dove i dubbi più amari restano sepolti
e la mente si specchia per non farsi male.

Crediamo alle favole scritte col senno,
ripetiamo a noi stessi che tutto va bene,
mentre il cuore già sa, ma si dà il sonno
per non affrontare le proprie catene.

Ma la bugia è una gabbia di vetro:
riflette la luce, ma gela il respiro.
Basta un soffio di vento, un passo indietro,
e l’inganno crolla nel suo stesso vetro.

Valerio Villari