Le immaginazioni ferite, ovvero il Realismo narrativista di Arianna Preite
Il Realismo narrativista diventa il punto di partenza per interrogare immaginazione, trauma e possibilità di concepire futuri diversi dal presente.
Libertà, potere e controllo sociale.
Il Realismo narrativista diventa il punto di partenza per interrogare immaginazione, trauma e possibilità di concepire futuri diversi dal presente.
Un uomo scrive su una panchina e basta quel gesto fuori dall’ordinario perché intorno a lui nascano sospetto e interpretazioni. Un racconto sul controllo sociale.
Una lettera sulla libertà interiore e sulla pressione che ci porta ad allinearci agli altri, fino al rischio di perdere la capacità di riconoscerci.
Il controllo sociale non ha sempre bisogno di ordini: può diventare abitudine, opportunità e normalità, fino a farci correggere da soli.
Una poesia sul controllo sociale e sulla disciplina invisibile dei gesti, mentre sotto la conformità continua a resistere qualcosa di irregolare.
La coesione può diventare controllo quando ciò che è normale si trasforma in un perimetro accettato senza più chiedersi chi lo abbia deciso.
Un sistema trasforma il dissenso in diagnosi e la cura in normalizzazione. Un racconto-saggio distopico su linguaggio, potere e libertà interiore.
Un sistema che non vieta ma normalizza incontra la resistenza della memoria. Un racconto distopico su controllo, verità e libertà.
Quando la stanchezza prende il posto della ribellione, arrendersi può sembrare riposo. Una riflessione sulla resa silenziosa e sul controllo.
Quando il potere imita la voce della sicurezza, il controllo può diventare così discreto da sembrare ordine e protezione.