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“Le parole restano.”

La resa silenziosa non arriva quasi mai all’improvviso.
Si insinua poco a poco, quando la stanchezza prende il posto della ribellione e il desiderio di ritmo diventa più forte della voglia di opporsi.

Non tutto ciò che ci tiene fermi è paura.
A volte è il bisogno di smettere di lottare, di non discutere più con il mondo, di non scegliere ogni giorno da che parte stare.
È lì che la resa silenziosa trova spazio: quando smettiamo di opporci non perché convinti, ma perché esausti.

Allora la rinuncia non sembra più una sconfitta. Sembra riposo.
Ma il riposo che cancella il dubbio non è pace.
È soltanto una resa ben educata.

Inquadramento editoriale
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