Le trasformazioni che vediamo solo dopo
Alcune trasformazioni diventano visibili soltanto dopo. Memoria, scrittura e distanza dal passato ci permettono di riconoscere quanto siamo cambiati.
Trasformazioni e mutamenti personali e collettivi.
Alcune trasformazioni diventano visibili soltanto dopo. Memoria, scrittura e distanza dal passato ci permettono di riconoscere quanto siamo cambiati.
Una poesia sul cambiamento che procede senza rumore, mentre il tempo modifica lentamente la forma delle cose e quella di chi siamo.
Un uomo scopre che l’albero davanti alla finestra è cresciuto fino a nascondere il mare. Il cambiamento era avvenuto mentre tutto sembrava uguale.
Il Realismo narrativista diventa il punto di partenza per interrogare immaginazione, trauma e possibilità di concepire futuri diversi dal presente.
Una finestra socchiusa, un bicchiere e una foglia nuova: una scena minima in cui la speranza non arriva con clamore, ma continua a insistere.
Continuare quando non esistono garanzie significa lasciare aperta una possibilità. Una riflessione sulla resistenza e sulla speranza.
La speranza ostinata non coincide con l’ottimismo: è una fedeltà minima al possibile, anche quando la luce è poca.
Una luce piccola continua a restare ai margini della stanza. Una poesia sulla speranza che insiste senza promettere nulla.
La speranza può essere soltanto una luce minima, un varco che resta aperto quando tutto sembra sul punto di chiudersi.
Una stanza dopo un’assenza conserva un bicchiere, un foglio e tracce minime di una presenza che non ha ancora trovato il modo di andarsene.