La mano che non viene stretta: quando un confine sembra un’offesa
Una mano non stretta viene spesso letta come arroganza. Può essere paura, timidezza, intimità o un diverso modo di vivere il proprio corpo.
Amicizia, amore e legami.
Una mano non stretta viene spesso letta come arroganza. Può essere paura, timidezza, intimità o un diverso modo di vivere il proprio corpo.
Cambiamo, ma non tutti aggiornano l’immagine che hanno di noi. Che cosa accade quando qualcuno continua a parlarci come se fossimo ancora la persona che eravamo?
Quando una relazione costruita attraverso un sistema artificiale acquista continuità e significato, possedere l’interruttore non basta a stabilire chi abbia ragione di usarlo.
Perché sentiamo il bisogno di raccontare a qualcuno ciò che ci accade? Una riflessione su condivisione, ascolto, relazioni e memoria.
Ci sono persone dalle quali ci allontaniamo senza litigi e senza un vero addio. Una riflessione sulle relazioni che finiscono lentamente.
Ogni mattina Arturo controlla la terra di un pothos con un gesto imparato molti anni prima, quando Elena gli aveva insegnato a capire se una pianta avesse sete.
Una bambina custodisce ogni sera un segreto in una scatola di latta. Un giorno la madre la apre e ciò che trova cambia ogni cosa.
Durante il tragitto verso uno studio notarile, un uomo incontra piccole scene di presenza e distacco. L’assenza emerge attraverso ciò che rimane.
Pubblicare non è soltanto un gesto tecnico. È una forma di separazione che trasforma un’opera privata in qualcosa affidato allo sguardo degli altri.
Nello Scriptorium esistono registri che nessuno chiude mai. Alcuni continuano semplicemente ad attendere, senza chiedere di essere completati.