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“Le parole restano.”

Cara assenza che non hai nome,
ieri ho trovato la tua lettera mai spedita nel cassetto dei calzini. Busta gialla, francobollo mai timbrato. Non l’ho aperta. L’ho annusata, odore di inchiostro vecchio e polvere. Il peso di ieri e la parola trattenuta si sono accordati lì e se l’avessi letta, avrei dovuto rispondere. “Mi manchi” è troppo semplice. “Torna” è una bugia. L’ho rimessa a posto, tra i calzini spaiati. Tu fai lo stesso con me, vero?

Valerio

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