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“Le parole restano.”

Caro amico che mi scrivi da lontano,

non ti rispondo con le parole che vorresti sentire. Non ti dico che è finita, che ho chiuso la porta, che il capitolo è archiviato.

La scelta di restare non è resa, anche se dall’esterno può sembrarlo. È il riconoscere che certi legami hanno radici più profonde delle tempeste che li attraversano. Non è questione di non poter partire, ma di non volersene andare.

Tu vedi la mia resistenza come debolezza. Io la vedo come l’unica forma di forza che conosco: quella che non ha bisogno di dimostrarsi rompendo tutto.

Ti abbraccio da questo spazio che continuo a difendere.

Il tuo amico Valerio

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