Vai al contenuto
“Le parole restano.”

La speranza ostinata non è un sentimento. È un modo di stare al mondo, di essere qui anche quando il mondo non ci facilita il passo: nonostante tutto.

Ci sono giorni in cui la speranza non somiglia alla luce, ma alla resistenza. Non apre il cielo, non consola, non promette. Resta.

Resta nelle mani che continuano a fare il necessario, negli occhi che non sanno più aspettare e tuttavia non si chiudono, nel passo che non accelera ma nemmeno cede. A volte la speranza non ha nulla di trionfale. È una forma silenziosa di fedeltà.

Non nasce perché il mondo diventa più giusto. Nasce perché, anche dentro ciò che ferisce, qualcosa in noi rifiuta di consegnarsi del tutto al buio.

Per questo la speranza più vera non è quella che immagina una salvezza rapida, ma quella che resta al suo posto, fragile e tenace, quando tutto invita a rinunciare.

Valerio Villari

Inquadramento editoriale
Argomento
Temi trattati

Condividi questa lettura

Lettere dagli Inchiostrati

Le parole possono continuare anche dopo questa pagina.

Se vuoi ricevere nuovi articoli, percorsi e approfondimenti di Inchiostrati senza dipendere dagli algoritmi dei social, puoi iscriverti alla newsletter.

Riceverai una mail per confermare l’iscrizione. Puoi annullarla in qualsiasi momento. Privacy.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.