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“Le parole restano.”

Il potere sottile non impone con la forza.
Si insinua nelle abitudini, nei gesti ripetuti, nelle parole dette piano, fino a sembrare naturali.
Ti chiedi di fidarti, di adeguarti, di sorridere.
E mentre credi di restare fermo, qualcosa dentro di te ha già iniziato a cedere.

Il potere più sottile non alza la voce.
Ti convince che il silenzio sia pace, che l’obbedienza sia protezione, che la rinuncia sia saggezza.
Poi, quando ti accorgi della crepa, è già lì da tempo.

Eppure è proprio da quella fessura che passa la luce.

Inquadramento editoriale
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