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“Le parole restano.”

Ti scrivo pensando alla libertà, al fatto che non tutto ciò che chiamiamo ordine ci aiuta a restare liberi, a quanto spesso il controllo sociale venga confuso con il semplice stare insieme. Ma vivere in comunità e rinunciare a sé stessi non sono la stessa cosa. Le regole possono dare forma alla convivenza; la pressione, invece, può consumare lentamente la libertà.

Il punto non è soltanto resistere. Il punto è restare presenti a sé stessi anche quando il mondo intorno spinge verso l’allineamento. Perché il controllo sociale agisce proprio lì, dove la voce interiore comincia a indebolirsi e il bisogno di approvazione prende il suo posto.

Non c’è libertà senza una certa fedeltà alla propria verità. E forse il gesto più difficile non è ribellarsi, ma non smettere di riconoscere ciò che si è, anche quando tutto invita a diventare altro.

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