ACCADEMIA DELL’IMPREPARAZIONE · LEZIONE 04 / 08
Nell’aula magna è apparso un uomo con diciassette qualifiche professionali, ventidue abbreviazioni inglesi e una fotografia nella quale guarda intensamente verso un futuro fuori inquadratura. Ha dichiarato di essere esperto dell’intelligenza artificiale del 2035. Gli studenti hanno chiesto come avesse ottenuto tale competenza. Ha risposto che il suo corso sulla materia era andato esaurito. Il docente ha riconosciuto un argomento circolare di notevole eleganza commerciale.
Esistono esperti autentici di apprendimento automatico, modelli, sicurezza, progettazione e impieghi specifici. Si possono verificare attraverso ricerca, esperienza, risultati e capacità di spiegare i limiti del proprio lavoro. Ma nessuna specializzazione, per quanto solida, autorizza automaticamente a conoscere l’intero sviluppo futuro di un insieme di tecnologie in movimento. La competenza circoscritta è preziosa; l’onniscienza in abbonamento merita qualche domanda.
Il mercato della formazione risponde anche a bisogni reali: molte persone desiderano imparare a utilizzare strumenti nuovi senza perdere tempo. È legittimo offrire corsi utili e farsi pagare per insegnare. Il problema comincia quando una procedura destinata a cambiare viene presentata come una legge eterna, o quando un titolo professionale sostituisce le prove della competenza. Non è il certificato a essere ridicolo; lo diventa quando pretende di certificare anche ciò che nessuno può sapere.
L’esercitazione consiste nel leggere una promessa formativa e distinguere tre elementi: ciò che il docente sa dimostrare oggi, ciò che è una previsione motivata e ciò che rimane speculazione. Se tutte le affermazioni risultano infallibili, occorre verificare che non si tratti di un oroscopo con interfaccia aziendale. Il nostro docente, per dare l’esempio, ha cancellato dal proprio profilo «Visionary of Tomorrow» lasciando soltanto «Disponibile a essere contraddetto».
La direzione dell’Accademia comunica che non concederà titoli honoris causa per la capacità di prevedere l’ignoto. Le richieste già pervenute saranno conservate come materiale didattico, nella sezione dedicata alle prove spontanee.
La domanda che il docente non sa chiudere
Come riconosciamo chi conosce davvero qualcosa, senza chiedergli di fingere che conosca tutto?