Questo glossario raccoglie i principali termini specialistici utilizzati nel testo e, separatamente, le categorie editoriali e le metafore introdotte nel percorso. Le definizioni sono volutamente brevi: servono a recuperare il significato con cui il termine è stato usato, non a sostituire il capitolo che lo sviluppa.
Termini specialistici
Agenda-setting – Relazione fra la prominenza attribuita a determinati temi nell’ambiente informativo e l’importanza che il pubblico tende ad attribuire loro. Non implica che i media determinino automaticamente le opinioni delle persone.
Bias di conferma (confirmation bias) – Tendenza a cercare o interpretare le evidenze in modo parziale rispetto a convinzioni, aspettative o ipotesi già possedute. Riguarda non soltanto ciò che scegliamo di incontrare, ma anche il peso che attribuiamo alle informazioni una volta incontrate.
Bias di selezione – Distorsione che può emergere quando il processo attraverso il quale alcuni casi diventano osservabili e altri rimangono fuori modifica il quadro che ricaviamo dall’insieme osservato.
Bias del sopravvissuto (survivorship bias) – Forma di bias di selezione nella quale osserviamo soprattutto chi ha superato un determinato processo e rischiamo di dimenticare chi possedeva caratteristiche simili ma non ha raggiunto lo stesso risultato.
Camera dell’eco (echo chamber) – Ambiente sociale nel quale fonti, interpretazioni e convinzioni tendono a circolare e rafforzarsi fra soggetti relativamente omogenei. Non è sinonimo di filter bubble: qui è centrale la dinamica sociale della circolazione.
Consider the opposite – Strategia che consiste nel prendere seriamente in considerazione spiegazioni incompatibili con la propria valutazione iniziale. Non richiede di attribuire lo stesso peso a spiegazioni sostenute da quantità di prove molto differenti.
Content Credentials / C2PA – Standard tecnico per associare ai contenuti informazioni verificabili sulla provenienza e su alcune trasformazioni subite, con meccanismi che rendono rilevabili eventuali manomissioni. Può documentare una parte della storia tecnica di un file, ma non certifica da solo che ciò che il contenuto afferma o rappresenta sia vero.
Continued influence effect – Persistenza di una parte dell’influenza esercitata da un’informazione errata anche dopo che è stata corretta. La correzione può ridurne gli effetti senza necessariamente eliminarli del tutto.
Deepfake / contenuto sintetico – Immagine, audio, video o altro contenuto generato o modificato artificialmente in modo da rappresentare persone, eventi o situazioni. La natura sintetica del materiale non implica da sola falsità o intento ingannevole: contano anche dichiarazione, contesto e uso.
Denominator neglect – Tendenza a prestare maggiore attenzione al numero dei casi rilevanti che all’insieme delle opportunità o della popolazione dal quale quei casi provengono.
Engagement – Insieme di segnali di interazione che una piattaforma può definire e pesare in modi differenti, come clic, commenti, condivisioni, tempo di permanenza o altre forme di risposta. Non indica un significato unico e naturale.
Esposizione selettiva – Tendenza, in determinate condizioni, a preferire informazioni compatibili con atteggiamenti o convinzioni già presenti rispetto a informazioni discordanti. Non equivale necessariamente a evitare tutto ciò che ci contraddice.
Feedback loop / ciclo di retroazione – Dinamica nella quale l’uscita di un sistema modifica l’ambiente da cui provengono i dati successivi, che vengono poi utilizzati per produrre nuove uscite. Nei sistemi di raccomandazione, ciò che viene mostrato può influire sui comportamenti che alimenteranno le raccomandazioni successive.
Filter bubble / bolla di filtraggio – Espressione resa popolare per descrivere una selezione personalizzata nella quale alcuni contenuti diventano più probabili da incontrare e altri meno visibili. Non implica necessariamente una chiusura totale né un utente passivo.
Framing / inquadramento – Modo in cui un contenuto viene presentato rendendo più salienti alcuni aspetti, prospettive, cause o conseguenze. Una cornice può modificare la percezione del fatto senza falsificarne necessariamente gli elementi.
Illusory truth effect / effetto di verità illusoria – Aumento, osservato in determinate condizioni, della probabilità che un’affermazione ripetuta venga giudicata vera rispetto a un’affermazione nuova. Non significa che la ripetizione renda inevitabilmente credibile qualsiasi frase.
Identity-protective cognition – Espressione utilizzata per descrivere situazioni, descritte in una parte della letteratura, nelle quali la protezione di un’identità sociale può influire sul modo in cui vengono trattate le evidenze. Non costituisce una spiegazione universale di ogni disaccordo.
Lateral reading / lettura laterale – Strategia di valutazione che consiste nell’uscire dalla fonte che stiamo esaminando e cercare che cosa fonti indipendenti dicano dell’organizzazione, dell’autore o dell’affermazione incontrata.
Legge di Goodhart – Principio secondo cui un indicatore utile può perdere parte del proprio valore quando viene trasformato nell’obiettivo da ottimizzare, perché i comportamenti possono adattarsi alla misura stessa.
Liar’s dividend – Vantaggio che l’esistenza di deepfake e altri media sintetici può offrire a chi vuole negare materiale autentico sostenendo che potrebbe essere stato fabbricato. Il termine richiama quindi un rischio opposto alla credulità: scambiare la possibilità della manipolazione per una ragione sufficiente a respingere ogni prova.
Motivated reasoning / ragionamento motivato – Ragionamento nel quale, oltre alla ricerca di accuratezza, può intervenire il desiderio di arrivare a una conclusione particolare, selezionando o organizzando argomenti che la rendano più facile da giustificare.
Proxy – Proprietà osservabile utilizzata come sostituto di qualcosa di più difficile da misurare direttamente. È utile finché non dimentichiamo la distanza fra ciò che misura e ciò che gli chiediamo di rappresentare.
Ratio bias – Fenomeno collegato alla difficoltà di valutare correttamente un rapporto quando l’attenzione viene attirata soprattutto dal numeratore anziché dalla proporzione complessiva.
Rischio assoluto e rischio relativo – Il rischio assoluto descrive la dimensione effettiva di un evento o della sua variazione; il rischio relativo descrive il cambiamento proporzionale rispetto al valore iniziale. Le due misure possono descrivere gli stessi dati producendo impressioni molto diverse se presentate isolatamente.
Salienza – Grado con cui un tema, un fatto o un elemento occupa una posizione prominente nell’attenzione rispetto ad altri disponibili. Visibilità e importanza oggettiva non sono sinonimi.
Categorie editoriali e metafore del testo
Anestesia della realtà – Metafora utilizzata per descrivere una progressiva diminuzione della sensibilità verso ciò che rimane fuori dal campo quando alcune parti della realtà ritornano continuamente e altre diventano sempre meno presenti.
Attrito cognitivo – Categoria editoriale che indica un passaggio aggiuntivo prima di accettare, respingere o condividere un’informazione: una domanda, una verifica, una fonte indipendente o anche il tempo che separa la reazione dall’azione.
Maturità dell’informazione – Categoria editoriale che distingue il semplice trascorrere del tempo dalla quantità e qualità dei controlli, delle fonti e dei confronti che un’informazione ha avuto modo di accumulare.
Quantificazione dell’interazione – Categoria editoriale che indica la trasformazione di comportamenti e relazioni sociali complesse in eventi discreti e contabilizzabili, come clic, reazioni, commenti, condivisioni e visualizzazioni.
Ritaglio statistico – Categoria editoriale che indica una rappresentazione costruita scegliendo popolazione, scala, periodo, misura, termine di confronto o forma grafica in modo da rendere alcuni aspetti del fenomeno più visibili di altri.
Specchio digitale – Metafora per descrivere un sistema adattivo che utilizza la storia delle nostre interazioni per costruire parte di ciò che ci propone successivamente. Il riflesso deriva quindi sia dai nostri comportamenti sia dalle possibilità che il sistema ha selezionato.
Violenza dell’inquadratura – Categoria editoriale che indica una selezione nella quale ciò che rimane fuori dal campo è proprio ciò che permetterebbe di attribuire un significato diverso a ciò che viene mostrato. Non implica necessariamente intenzione manipolatoria.