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“Le parole restano.”

Il passero sosta sul filo teso.
Un battito d’ali,
nero contro il cielo bianco.
Il filo vibra ancora,
sottile come nervo scoperto.

Tra l’eco e la pausa
tu sei sotto,
mani in tasca.
Aspetti il prossimo.
Non torna.

Il vento porta via le piume.
Tu resti,
contando fili d’erba.
Uno. Due. Niente.

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