Vai al contenuto
INCHIOSTRATI · AVVERTENZE PER L’USO · ISTITUTO NON RICONOSCIUTO

Lezione 01: Prima di parlare con la macchina, prova con il vicino

Lezione 01 / 08

← Torna all’Accademia

ACCADEMIA DELL’IMPREPARAZIONE · LEZIONE 01 / 08

Il nostro primo allievo ha dedicato quarantacinque minuti a scrivere un prompt per chiedere all’intelligenza artificiale come salutare il vicino di casa. Ha specificato l’età presunta del destinatario, il contesto condominiale, il livello di formalità, la stagione e la necessità di evitare fraintendimenti. Quando lo ha incontrato sulle scale, il vicino gli ha detto «Buongiorno». L’allievo non era pronto: il protocollo non prevedeva che l’interlocutore prendesse l’iniziativa.

Non è una dimostrazione che imparare a formulare prompt sia inutile. Scrivere istruzioni chiare può essere una competenza pratica. La domanda dell’Accademia è un’altra: perché scopriamo l’importanza del contesto, della precisione e dell’ascolto soltanto quando parliamo con una macchina? Dovremmo conoscerli da tempo. Quando chiediamo qualcosa a una persona, spesso presumiamo che abbia capito tutto; quando risponde in modo inatteso, attribuiamo immediatamente l’errore a lei.

Il sistema artificiale ci offre un vantaggio comodo: possiamo ripetere, riformulare e correggere senza temere che alzi gli occhi al cielo. Non sempre, però, questa facilità ci rende interlocutori migliori. A volte ci abitua a immaginare che una conversazione sia riuscita soltanto quando l’altro produce esattamente ciò che desideravamo. E la vita condominiale, purtroppo, non dispone di un pulsante «rigenera risposta».

L’esercitazione obbligatoriamente facoltativa consiste nel rivolgere a una persona una domanda autentica, della quale non conoscete già la risposta. Poi ascoltate senza interrompere per migliorarne il prompt. Se la risposta non vi piace, non chiedete immediatamente una variante più empatica e orientata al risultato. Provate prima a capire che cosa vi è stato detto.

Il docente dichiara conclusa la lezione dopo essere stato sorpreso a chiedere all’assistente come spiegare alla segreteria perché è arrivato in ritardo. La segreteria, che non è un modello linguistico, gli ha chiesto semplicemente: «Perché è arrivato in ritardo?». Il docente ha domandato quarantacinque secondi per elaborare il contesto.

La domanda che il docente non sa chiudere

Sappiamo ancora fare una domanda senza trasformare l’altro in un servizio?