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INCHIOSTRATI · AVVERTENZE PER L’USO · ISTITUTO NON RICONOSCIUTO

Lezione 00: Presentazione del docente, che non presenta particolari garanzie

Lezione 00 / 08

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ACCADEMIA DELL’IMPREPARAZIONE · LEZIONE 00 / 08

Signore e signori, benvenuti. Prima di cominciare desidero chiarire un equivoco: non sono un esperto di intelligenza artificiale. Non possiedo certificazioni che attestino la mia capacità di prevederne lo sviluppo e non conosco personalmente nessuno che abbia ricevuto dal futuro informazioni attendibili sui prossimi vent’anni. Ho tuttavia osservato che questa mancanza di requisiti non ha impedito a moltissime persone di organizzare corsi sull’argomento. Ho dunque deciso di organizzarne uno anch’io, con una differenza sostanziale: non intendo nascondervi la mia impreparazione.

Naturalmente qualcuno potrebbe obiettare che esistono ricercatori e professionisti che conoscono molto bene i sistemi di intelligenza artificiale. È vero. Ed è proprio per questo che non li confonderemo con coloro che, dopo aver scoperto come generare una presentazione, hanno cominciato a impartire lezioni sul destino dell’umanità. Le competenze reali esistono; le profezie infallibili sono molto meno diffuse, benché godano di un eccellente mercato.

Durante questo corso non impareremo a dominare l’intelligenza artificiale. Cercheremo piuttosto di comprendere perché sentiamo continuamente il bisogno di dominare qualcosa che non abbiamo ancora finito di conoscere. Non vi insegnerò a scrivere il prompt perfetto. Prima vorrei sapere se siete capaci di porre una domanda al vostro vicino di casa senza chiedergli di comportarsi come un assistente virtuale.

Non vi insegnerò a riconoscere tutte le allucinazioni dell’intelligenza artificiale. Prima cercheremo di comprendere perché siamo così indulgenti verso le nostre. Non vi prometterò che al termine delle lezioni sarete pronti per il futuro. Sarebbe una promessa piuttosto azzardata, considerando che non sappiamo nemmeno se il futuro sarà pronto per noi.

Vi propongo soltanto una cosa: ogni volta che una macchina ci sorprenderà, proveremo a domandarci perché quella capacità ci sorprenda tanto. E ogni volta che una macchina sbaglierà, cercheremo di capire se stiamo giudicando il suo errore con lo stesso metro che utilizziamo per giudicare i nostri. Se avremo qualche certezza in meno e qualche domanda in più, potremo considerarci soddisfatti. Quanto all’attestato, non ne è previsto alcuno: non vorrei che qualcuno cominciasse a presentarsi come Senior Certified AI Unpreparedness Specialist.

La domanda che il docente non sa chiudere

Se il futuro non è ancora arrivato, da chi stiamo comprando il suo manuale d’istruzioni?