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“Le parole restano.”

Come usiamo l’IA

Come Inchiostrati utilizza l'intelligenza artificiale nel lavoro editoriale, nella ricerca, nella revisione e nella produzione visiva.

Inchiostrati utilizza strumenti di intelligenza artificiale come parte del lavoro editoriale. Questa pagina descrive in modo operativo come vengono impiegati, quali controlli applichiamo, chi risponde dei contenuti pubblicati e come rendiamo riconoscibile l’origine delle immagini. La posizione editoriale del progetto su autorialità, processo e responsabilità è esposta nel Manifesto dell’officina; la dimensione personale della collaborazione è raccontata in Dove finisce il noi.

Chi decide risponde

Inchiostrati è un progetto editoriale indipendente fondato e curato da Valerio Villari, responsabile delle scelte editoriali e della pubblicazione. L’intelligenza artificiale può intervenire nella ricerca, nel confronto tra ipotesi, nell’analisi, nella progettazione di strutture, nella scrittura e nella revisione dei testi, nella creazione di immagini e in alcuni passaggi tecnici, compreso il codice. Il suo contributo può variare da un contenuto all’altro, ma la selezione, il giudizio e la decisione finale di pubblicare restano umani.

I contributi degli autori ospiti sono firmati e sottoposti a valutazione editoriale. Le modifiche sostanziali vengono concordate con l’autore; la decisione di pubblicare resta di Inchiostrati. L’uso dell’IA da parte del progetto non implica che ciascun autore ospite l’abbia utilizzata: eventuali indicazioni sul suo processo di scrittura devono fondarsi su informazioni effettivamente disponibili.

Testi, controllo editoriale e trasparenza

L’articolo 50, paragrafo 4, dell’AI Act prevede la dichiarazione dell’origine artificiale dei testi generati o manipolati con IA e pubblicati per informare il pubblico su questioni di interesse pubblico. Prevede però un’eccezione quando il contenuto è sottoposto a revisione umana o controllo editoriale e una persona fisica o giuridica ne assume la responsabilità editoriale. La sola correzione ortografica o grammaticale non equivale a questo controllo.

Il nostro metodo prevede una valutazione sostanziale prima della pubblicazione: controlliamo il significato delle affermazioni, la coerenza delle argomentazioni e, dove necessario, i fatti e le fonti. Per questo non applichiamo automaticamente a ogni testo una dicitura «scritto con IA», ma rendiamo pubblico il metodo e identifichiamo chi risponde della pubblicazione. Una dichiarazione generale, da sola, non sostituisce le verifiche richieste né gli eventuali obblighi di segnalazione riferiti a un contenuto specifico.

Ricerca, fonti e verifica

L’intelligenza artificiale può aiutare a individuare piste di ricerca, confrontare materiali o organizzare informazioni, ma non viene considerata una fonte documentale in sé. Quando un contenuto richiede riscontri verificabili, il riferimento resta il documento, lo studio, l’istituzione o la pubblicazione consultata. Distinguiamo i fatti documentati dalle ipotesi e dalle interpretazioni; una risposta plausibile dello strumento non costituisce, da sola, una prova.

Un esempio concreto è il caso Quando un’inferenza diventa un fatto, nel quale abbiamo ricostruito come una sintesi generata dall’IA possa essere riutilizzata in elaborazioni successive fino a far apparire documentato ciò che era nato come inferenza.

Immagini e contenuti visivi

Inchiostrati utilizza anche immagini generate con intelligenza artificiale per accompagnare racconti, poesie, saggi e riflessioni. Hanno una funzione illustrativa, simbolica o narrativa: non sono fotografie documentarie dei fatti descritti.

Sotto le illustrazioni generate con IA inseriamo la dicitura «Illustrazione generata con intelligenza artificiale», mantenendo le eventuali didascalie descrittive. La sua applicazione ai materiali dell’archivio storico procede sulla base della verifica della loro origine: l’assenza della nota in un contenuto precedente non attesta che l’immagine sia una fotografia o che sia stata realizzata senza IA. Per le immagini rielaborate con IA, la segnalazione deve descrivere la natura dell’intervento.

Non tutte le immagini sintetiche costituiscono un deepfake. Per i contenuti visivi che rientrano in questa definizione, l’AI Act richiede una dichiarazione chiara dell’origine artificiale; le opere evidentemente creative, narrative o satiriche ammettono modalità che ne rispettino la fruizione. La nostra scelta è segnalare anche le illustrazioni generate che non ricadono in tale obbligo, per dare al lettore un’informazione immediata. Questa pagina integra le indicazioni sui contenuti e non le sostituisce quando sono necessarie.

Consapevolezza nell’uso degli strumenti

L’articolo 4 dell’AI Act richiede misure per sviluppare le competenze sull’IA di chi utilizza questi sistemi per conto del progetto, proporzionate al ruolo e al contesto. Nel lavoro editoriale questo significa conoscere i limiti degli strumenti, riconoscere il rischio di informazioni inventate o distorte, verificare le fonti e conservare la capacità di modificare o rifiutare un risultato. La pubblicazione di questa pagina non esaurisce tale impegno, che deve tradursi nelle pratiche di lavoro e nell’aggiornamento di chi vi partecipa.

Segnalazioni e aggiornamenti

Questa pagina viene aggiornata quando cambiano le pratiche editoriali o le disposizioni applicabili. Per segnalare un’inesattezza, una fonte da verificare o un’indicazione mancante sull’origine di un’immagine, è possibile scrivere a redazione@inchiostrati.it. Autorialità, responsabilità, creatività e delega sono approfondite anche nel percorso Dietro la macchina.

Riferimenti normativi

Ultimo aggiornamento: 6 ottobre 2026.